Come funziona l’auricoloterapia

Gli stimoli provenienti dal padiglione auricolare, attraverso il V paio di n.c., raggiungono il ganglio di Gasser che rappresenta il I° neurone della sensibilità auricolare; da questo ganglio partono afferenze che arrivano prima al nucleo della radice discendente del quinto paio di nervi cranici ( n. gelatinoso ) e poi si uniscono al fascio spino-talamico ( trasportano la sensibilità dolorifica ); altre afferenze arrivano al nucleo del fascicolo solitario ( n. sensoriale ) e poi al nastro di Reil o lemnisco mediale ( prolungamento del fascio di Goll e Bourdach ), provvedendo alla sensibilità tattile.

Entrambe le vie terminano nel nucleo VPL del talamo e poi raggiungono la circonvoluzione parietale ascendente posteriore.

Quando si esegue un trattamento con auricoloterapia, quindi, la stimolazione dell’orecchio, attraverso la via trigeminale, riesce a bloccare le afferente ascendenti midollari a livello della S.R.A. chiudendo quello che Melzac e Woll definirono “cancello”.

Nello stesso tempo gli stimoli auricolari possono interferire a livello midollare in modo inibente attraverso la via reticolo-spinale. Tutto questo è possibile grazie alla stessa organizzazione somatotopica che si ritrova a livello dei cordoni posteriori, dei fasci spino-talamici, del nucleo del V, della S.R.A e della scissura postrolandica ( fig.37 ).