Azione e scelta dei fiori di Bach

I rimedi floreali scoperti da Bach, opportunamente trattati, rilascerebbero nell’acqua, la loro “energia” o “memoria“ la cui vibrazione energetica entrerebbe in risonanza con il campo energetico del paziente, riequilibrandolo.

Anche l’ipotesi Hahnemanniana, secondo la quale un rimedio è in grado di curare una malattia provocando sintomi uguali a quelli della malattia stessa, potrebbe spiegare il meccanismo dei fiori per cui ogni essenza floreale corrisponderebbe a uno stato psicologico.

Quale fiore per il paziente?

La scelta del fiore deriva da una accurata ed attenta anamnesi del paziente, cercando di comprenderne la sua vera problematica, in modo da poterla trattare giustamente.

Una delle tecniche migliori da adottare, nella scelta di un fiore, è quella dell’esame kinesiologico che deve ssere eseguito da professionisti specialisti del settore.

I fiori scelti, possono essere prescritti o da soli, oppure combinati tra loro, fino ad un massimo di 4-5 fiori.

In commercio essi si trovano sotto forma di ‘tintura madre“, in flaconi da 10 ml.

Normalmente se ne assumono 4 gocce 4 volte al giorno.

L’effetto terapeutico non è immediato o uguale per tutti; alcune settimane sono di solito sufficienti per vedere dei miglioramenti. I bambini reagiscono più velocemente, probabilmente perché sono più ricchi di energia e meno negativi dei grandi.

La cura può considerarsi terminata quando non si sente più il bisogno di continuare (è il malato che proclamare la propria guarigione, quando……….. “dimentica” di assumere la terapia!)

La guarigione non ha nulla a che vedere con la scomparsa dei sintomi; gli unici veri segnali di un benessere ritrovato sono la vitalità, la serenità e l’armonia interiore per cui, nessuno meglio del paziente, può essere a conoscenza del proprio stato interiore.

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