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Preparazioni fitoterapiche


Preparazioni fitoterapiche
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Preparazioni fitoterapiche più comuni che si trovano in commercio:


1) Polveri:

- Preparati ottenuti a partire da piante essiccate, che vengono sottoposte ad un processo di polverizzazione diverso da caso a caso in base alla natura della sostanza; essi  contengono tutto ciò che e' presente nella pianta di origine.


2) Oli essenziali o Essenze:

- Sono forme farmaceutiche ottenute  per distillazione in corrente di vapore o per spremitura di una pianta fresca oppure essicata. Recentemente è stata messa a punto una tecnica di estrazione basata sui gas supercritici, che dà un prodotto migliore ma molto più costoso. L'olio essenziale ottenuto è una miscela di sostanze organiche, spesso volatili, con odore aromatico caratteristico e in genere piuttosto penetrante. Gli oli essenziali sono poco stabili: all'aria, alla luce e al calore si ossidano diventando scuri, più densi e di odore meno gradevole. Gli oli essenziali sono lipofili, cioè capaci di penetrare anche in tessuti contenenti elevate quantità di sostanze grasse, generalmente liquidi, non solubili in acqua ma solubili nei solventi dei grassi come alcool, etere, cloroformio e nei grassi stessi come olio di mandorle, olio di oliva e/o di semi ecc. La loro lipofilia ne consente la penetrazione nel sangue in quantità significative anche se usati per via esterna. E' necessario accertarsi che gli oli essenziali usati siano purissimi e prodotti quindi da officine farmaceutiche, poichè quelli sofisticati e quelli sintetici possono essere molto più tossici. Recentemente sono stati messi a punto i cosiddetti oli essenziali microincapsulati, che si presentano come una polvere nella quale gli oli essenziali vengono fatti assorbire a particelle di materiali inerti. Gli oli essenziali hanno un’azione curativa ottimale, ma possono essere facilmente tossici se usati in modo non corretto.

Si ottengono in tre diversi modi:
a) distillazione in corrente di vapore ( viene usata sia la droga fresca che quella secca).
b) spremitura: si usano appositi torchi quando l'olio essenziale è in grande quantità.
a) estrazione con solventi oleosi o volatili: si usa questo metodo quando la quantità di olio essenziale presente nelle droga è piccola.


3) Estratti:

- Sono delle forme farmaceutiche che si ottengono per evaporazione parziale o totale di soluzioni ottenute esaurendo le droghe secche, con solventi, idonei ad estrarre i principi attivi.
In base al tipo di solvente utilizzato gli estratti di distinguono in:
a) acquosi ( il solvente di estrazione è l'acqua ).
b) idroalcolici ( il solvente di estrazione è l'alcool etilico diluito )
c) alcolici ( il solvente è l’ alcool puro )
d) eterei (il solvente  è l’ etere etilico )

Classificazione degli estratti:   ( fluidi - molli – secchi).

a) Estratti Fluidi: sono delle preparazioni liquide che sono solubili in un  solvente che, generalmente, è l’alcol etilico.
In essi un grammo di estratto contiene  i principi attivi solubili di un grammo della droga stessa (rapporto 1:1); sono preparazioni di sicuro affidamento terapeutico, di facile somministrazione e di grande valore pratico.

b) Estratti Molli: di consistenza pastosa, si  preparano esaurendo la droga col solvente prescritto di titolo appropriato e facendo evaporare la soluzione fino ad ottenere un residuo che non bagna più la carta senza colla. Hanno definito rapporto estratto/droga.

c) Estratti Secchi:  preparazioni  in polvere derivanti dall' estratto fluido per evaporazione del solvente.
L'estratto secco viene titolato in principio attivo (titolazione è un procedimento che permette di valutare con esattezza la presenza e la quantità di sostanza attiva e ne assicura l'efficacia terapeutica); esso contiene tutti i principi attivi presenti nella pianta d'origine;  é di sicuro affidamento terapeutico per il suo dosaggio sicuro e di facile somministrazione.
Può essere somministrato sotto forma di capsule, compresse, cachet o in soluzione.


4) Tinture Madri o Enoliti:

- Preparazioni liquide ottenute dalla macerazione in alcol etilico della droga fresca appena raccolta; hanno un  rapporto droga/solvente, riferito alla droga essiccata, di 1:10.


5) Macerati Glicerinati:

- Soluzioni di fitocomplessi di piante medicinali che si ottengono  dalla macerazione delle parti più giovani della pianta appena raccolte ( gemme vegetali fresche, giovani radici, giovani germogli e /o altri tessuti embrionali in via di crescita) ricchi di auxine, fattori di crescita, giberelline, enzimi, proteine e acidi nucleici, in una miscela di acqua, alcol e glicerina;  il macerato ottenuto viene diluito nella proporzione di 1:10 ( macerazione decimale -1DH) .


6) Tisane:

- Si preparano a partire da piante essiccate ridotte a pezzi più o meno piccoli tramite lavorazioni meccaniche. Una tisana è composta da una miscela di piante medicinali, tra le quali distinguiamo il rimedio base, composto da una o più piante medicinali la cui azione medicamentosa è quella più importante, l'adiuvante, rappresentato da una pianta che ha lo scopo di rinforzare l'effetto del rimedio base, il correttivo, composto da una o più piante che hanno la funzione di migliorare il sapore della tisana. Generalmente per preparare un litro di tisana si usano da dieci a venti grammi di piante essiccate, ragion per cui essa rappresenta un medicamento che contiene piccole quantità di fitocomplesso e può quindi essere assunto, anche abitualmente, senza timore di effetti collaterali. La tisana può essere preparata per infusione, per decozione, per macerazione o anche, in certi casi, per semplice soluzione; questi metodi hanno lo scopo di sciogliere i principi attivi presenti nelle droghe e di separare la soluzione dal residuo indi sciolto.
(col termine tisana si designa sia l’infuso che il decotto).
Normalmente  infusi, decotti e tisane non devono essere conservati a lungo e  bevuti al  momento della preparazione o entro poche ore da essa, poichè possono fermentare esono facilmente deperibili.

Queste forme farmaceutiche essendo  ottenute con un'estrazione acquosa del fitocomplesso, possono essere utilizzate solo se i costituenti del fitocomplesso sono solubili in acqua.

6a) Infuso: é un tipo di tisana che viene utilizzata per estrarre principi attivi dalle parti più delicate delle piante officinali: fiori, foglie, parti erbacee, usando come solvente l'acqua;  si lascia riposare il tutto per alcuni minuti tenendo coperto il recipiente, si filtra per poi assumerne una o due tazze durante la giornata. La quantità di piante varia tra due a dieci grammi  per preparare 1 kg. di infuso.

Il tempo di macerazione influisce sul colore, sul sapore e sull'attività dell'infuso.

6b) Decotto: é un tipo di tisana che si ottiene usando l'acqua come solvente e facendola bollire in acqua, per un tempo più o meno lungo, le parti più coriacee di una pianta, come le radici, la corteccia e i semi, per estrarne i principi attivi. Si consiglia di portare ad ebollizione a fuoco lento le parti in un pentolino coperto per un tempo variabile da 5 a 30 minuti agitando di tanto in tanto.
Ad ebollizione conclusa si fa macerare per altri 10-30 minuti, dopodichè si filtra il tutto e il decotto è pronto.

Il decotto in genere è usato come bevanda calda, ma si possono avere anche altri tipi di applicazione.

Si adoperano da due a cinque grammi di pianta essiccata per preparare 1 kg. di decotto. Tale metodica di preparazione non deve mai essere applicata a piante contenenti principi attivi volatili.

I  decotti, come gli infusi, devono essere consumati subito dopo le preparazione, caldi o tiepidi, mai bollenti o freddi.
Se il preparato risulta essere troppo amaro può essere dolcificato o variamente aromatizzato.


7) Sciroppi:

- Preparati  da bere che si ottengono facendo cuocere un infuso o un macerato con zucchero, normalmente nella proporzione di 0,5 Kg di zucchero per 1 lt di infuso (o macerato). Per rendere lo sciroppo più gradevole si possono aggiungere sostanze aromatizzanti.


8) Succhi: l

- Liquidi che si ottengono dalla spremitura o pressione delle parti fresche della pianta o dallo scolamento della linfa del tronco. I succhi sono ricchi di sostanze minerali e vitaminiche. Per questo vanno consumati immediatamente dopo la preparazione. 

Le moderne preparazioni fitoterapiche sono ottenute a partire dal materiale vegetale fresco e/o  essiccato, con metodiche e con l’uso diverso di solventi.


9)
Polveri:

-  Forme farmaceutiche  ottenute a partire dalla pianta essiccata, che viene ridotta in polvere  tramite macinazione.

Esistono  polveri  semplici (contengono un solo componente)  o composte (contengono più componenti).


10) Estratti  fluidi:

- Preparati  a partire da pianta essiccata, messi a macerare in  acqua e alcool etilico  in grado di estrarre la quasi totalità del fitocomplesso presente nella pianta di partenza.

Durante la conservazione esso può lasciare un leggero deposito sul fondo del contenitore.

L’estratto fluido è dotato di un grado alcolico che oscilla tra i 20° e i 30°C.


11) Estratti secchi:

- Si preparano in genere partendo dall'estratto fluido, che poi viene fatto evaporare con metodiche sofisticate quali la nebulizzazione, fino ad ottenere una polvere finissima ed impalpabile, che è rappresentata in pratica solo dal fitocomplesso tipico di quella pianta. Essi sono  è assai più concentrati rispetto all'estratto fluido da cui derivano. Grazie a questa loro concentrazione e purezza, è possibile procedere alla titolazione, che consiste nel valutare, con tecniche particolarmente sofisticate, non solo la presenza del o dei principi attivi ricercati, ma anche di determinarne esattamente la quantità. In questo modo si ottiene un prodotto di tipo farmaceutico, poichè è possibile determinare  le sostanze in essi presenti e di misurarne con precisione la quantità, ottenendo così un rimedio standardizzato e quindi sempre uguale in ogni lotto utilizzato. La dimensione molto piccola dei suoi granuli lo rende molto biodisponibile, perché ne facilita sia l'assorbimento sia l'utilizzazione da parte dell'organismo. Oggi gli estratti secchi  titolati e standardizzati  sono considerati il prodotto fitoterapico migliore,  dotato di un’azione curativa ottimale.


12) Tinture madri:

- Si preparano macerando la pianta  fresca in alcool etilico e acqua; il
liquido ottenuto, viene poi diluito con acqua e alcool secondo la proporzione di 9 parti di acqua e alcool e 1 parte di estratto.

Le tinture madri  sono dotate di un grado alcoolico che in genere è compreso tra i 50 e i 70°C. Durante la conservazione esse possono  lasciare un leggero deposito sul fondo del contenitore.

Gli svantaggi delle tinture madri sono rappresentati dall'elevato contenuto di alcool e dal fatto che i principi attivi in esse contenuti sono notevolmente diluiti dalla soluzione di alcool e acqua che costituisce la quasi totalità del preparato. Le tinture madri hanno un’azione curativa piuttosto blanda.


13) Macerati Glicerinati:

- Si preparano mettendo a macerare le parti più giovani di una  pianta (gemme e giovani getti ), in una miscela di acqua (20%) alcool (30%) e glicerina (50%).

Il liquido viene poi diluito con acqua, alcool e glicerina secondo la proporzione di 9 parti di acqua, alcool e glicerina

Sono dotati di  un grado alcoolico di 30°C.

Durante la conservazione è possibile trovare un leggero deposito sul fondo del contenitore.

Gli svantaggi dei macerati glicerinati sono rappresentati dall' elevato contenuto di alcool e dal fatto che i principi attivi in essi contenuti sono notevolmente diluiti dalla soluzione di alcool e acqua che costituisce la quasi totalità del preparato.

Nonostante questo i macerati glicerinati hanno un’azione curativa discreta.


14) Succhi di pianta fresca:

- Si ottengono per premitura  meccanica  della pianta fresca, preventivamente frantumata.

Essi sono commercializzati sotto vuoto senza l'aggiunta di coloranti o conservanti.

Rispetto alla polveri  hanno il vantaggio di non aver subito l'essicamento, capace di provocare alterazioni enzimatiche di alcuni componenti.

Questo prodotto è però facilmente deperibile, per cui viene commercializzato sotto vuoto e, una volta aperto, deve essere consumato nel più breve tempo possibile e conservato al freddo. I succhi hanno un’azione curativa discreta.  

 


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