Presentazione



Presentazione


1) Prenota ORA una Visita Specialistica c/o il Ns Studio Medico di Napoli (Premi qui)
(Scopri le nostre TARIFFE premendo QUI)

2) Chiedi un Parere Medico/Specialistico On-Line (Premi Qui)


Ogni giorno  ci troviamo a combattere contro l'inquinamento,  il contatto con sostanze tossiche che derivano dall'aria, dall'acqua o dal cibo. 

Grande attenzione bisogna porre alle leghe metalliche usate per la costruzione delle protesi dentarie, che dovrebbero essere concepite in modo tale da non nuocere all'organismo,

In genere, la base di queste leghe è l'Oro, al quale  sono associati altri componenti metallici quali  il Palladio, l'Indio, l'Iridio, il Gallio, l'Argento, il Titanio ed anche il Rame.

Esse, durante i processi di fusione e di preparazione del manufatto protesico, sviluppano sia in superficie che in profondità ossidi che, a contatto con la saliva e con i tessuti parodontali, rilasciano ioni  metallici che hanno azione tossica sia localmente che in tutto l'organismo.

In un cristallo di un elemento metallico è presente un insieme di ioni a carica positiva disposti secondo un regolare reticolo e circondati da un certo numero di elettroni liberi  a carica negativa che si muovono nel reticolo cristallino.

La causa che rende instabile una lega d'oro, di titanio etc, è dovuta al  suo potenziale elettrochimico (carica elettrica presente in tutti gli elementi metallici),  che  induce il rilascio degli ioni metallici nell'organismo, per cui, nel passaggio di stato che si ha durante la lavorazione delle leghe, cioè durante la fusione, essa subisce alterazioni del reticolo cristallino rilasciando elettroni.

Il flusso di ioni che si genera tra metallo e tessuto organico, produce una differenza  di potenziale che, anche se piccola, può considerarsi patologica.
La formazione di ossidi metallici delle leghe è responsabile della reazione di ionizzazione dei metalli verso i tessuti.

Le leghe a base d'oro, possono essere sottoposte ad un particolare  trattamento termico, sotto strato vetroso e stabilizzate, che elimina il potenziale elettrochimico e, di conseguenza, la formazione degli ossidi.
Le leghe così trattate dimostrano un'alto grado di resistenza alla corrosione e all'ossidazione, avendo ridotto a zero il potenziale elettrochimico.


Otturazioni dentarie:

Le otturazioni dentarie,  contengono varie sostanze e, tra queste si riscontra il  mercurio (50%), un grammo del quale è sufficiente a contaminare 20.000 kg di alimenti.

Il mercurio  dopo circa venti anni,  non è più presente nell'otturazione per cui si può ritenere che in questo periodo l'organismo ne abbia assorbito in grande quantità. 

Il mercurio è uno dei principali  componenti dell'amalgama (52%), associato al 48% di una lega a base di Argento(16%), Stagno(26%), Rame(5%) e Zinco(1%), che è molto usata in campo odontoiatrico.

Una otturazione con una dose moderna di amalgama contiene circa 440mg di Mercurio e 400mg di lega; essa rilascia ogni giorno da 0.5 a 0.10mg di Mercurio per fenomeni di abrasione, corrosione, disgregazione elettrolitica generati dai diversi metalli in ambiente salino come nella cavità orale.

Anche i sali dei cibi, le acque gassate, gli acidi alimentari, etc. accentuano la naturale disgregazione delle amalgame.

I metalli pesanti che sono presenti nell'amalgama, sono soprattutto veleni enzimatici, in quanto essi spiazzano i coenzimi metallici speciee in presenza di una carenza di Ferro, Rame, Zinco; si hanno così  disturbi della funzione enzimatica e della sintesi dell'emoglobina;  immessi nella bocca, producono un cortocircuito elettrico  sulle terminazioni nervose della mucosa buccale, in quanto sono immessi in un ambiente bagnato da liquido salino che risulta essere un  ottimo conduttore delle energie bioelettroniche. La  risultante è caratterizzata da cortocircuiti fra le terminazioni nervose della mucosa, lingua, palato, gola e con modificazione  anche il pH della saliva.

I metalli rilasciati per il 50% si depositano nei tessuti cellulari inibendo processi enzimatici e metabolici del nostro corpo; l'altro 50% viene eliminato attraverso le urine e le feci e va ad inquinare l'ambiente in cui viviamo e quindi lo ritroviamo anche nella frutta, nelle  verdure  e nelle falde acquifere.

Attualmente l'alternativa è costituita  da  resine composite, ceramica e oro che possono essere utilizzati
purché siano testati e bio compatibili con il soggetto. Buona norma comunque è ricoprire, se possibile, ogni tipo di metallo presente nella bocca, con idrossido di calcio, per avere un minore danno.


Sintomi clinici da intossicazione da amalgama:

Generali: tremori, tremor mercurialis, sonnolenza, inappetenza, stanchezza, stress,  facoltà di reazione in diminuzione, invecchiamento precoce, anormale funzionalità delle ghiandole endocrine.

Nervosi: cefalee,  emicranie, nevralgie faccialimalattie nervose e degenerative dei nervi e dei  neuroni del sistema nervoso  (demielinizzazione ), difficoltà di concentrazione, perdita della memoria, epilessie, difficoltà al coordinamento dei movimenti.

Psichici: disturbi della concentrazione, depressioni fino a pensieri suicidi, paura della morte, irritabilità e violenza, agitazione facile e continua.

Occhi: deficit  visivi  dovuti a malnutrizione dei muscoli oculari, dalle contaminazioni neuro-muscolari da mercurio degli stessi, iriti, edemi etc.

Orecchie: tinnitus, acufeni, perdita o attenuazione della capacità di percezione della spazialità dei suoni.

Polmoni: asma bronchiale, raffreddori strani, irritazioni alle vie respiratorie.

Cuore: aritmie ed anomalie dei ritmi.

Stomaco - intestino: vomito, colite ulcerosa, disbiosi intestinali, diarrea, gastroenteriti, tenesmo anale, tensioni alla valvola ileo cecale e cattive digestioni, disbiosi, diarree, coliti, stipsi, infiammazioni della mucosa viscerale, villi atrofizzati, sistema nervoso enterico super eccitato, nascita di tumori all’intestino.

Vescica: irritazione dolorosa della muscolatura della vescica irritata, tenesmo vescicale.

Pelle: caduta di capelli accelerata, cambiamento del colore dei capelli, prurito alla pelle, esantemi, eritemi localizzati.

Articolazioni: dolori articolari, disturbi reumatici, muscolari.







 


Studio Medico On line- Dott. Ruocco Aldo :: Area riservata :: Sito realizzato da Flaweb